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Tentativo di corruzione a seguito di un controllo su strada. Denunciato un imprenditore

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Il capillare controllo economico del distretto industriale pratese promosso dal Comando Provinciale Guardia di Finanza e svolto nell’ambito del servizio di pubblica utilità 117 continua a colpire le fenomenologie illecite più radicate nel tessuto socio-economico del capoluogo, oltre a tutelare il mercato dei beni e dei servizi.

In questo contesto il Comandante Provinciale della Guardia di Finanza di Prato ha reso omaggio all’operato dei tre Baschi Verdi in forza al Gruppo di Prato che nel corso di un controllo su strada hanno proceduto a denunciare un soggetto per istigazione alla corruzione: “la tutela degli interessi socio-economici della comunità in cui viviamo passa in prima battuta dallo sviluppo di una solida integrità etica e professionale in seno a coloro che sono chiamati a garantire il rispetto delle regole”.

Il giovane imprenditore si trovava a bordo di un furgone, condotto da un altro soggetto e carico di prodotti tessili non accompagnati dalla necessaria documentazione che ne giustificasse l’origine e la destinazione. Dopo l’alt dei militari e le preliminari attività di identificazione e controllo documentale, gli occupanti del furgone venivano invitati ad aprire il portellone del vano posteriore per dare corso ad un’ispezione più approfondita della merce trasportata.

A questo punto il predetto passeggero, risultato essere il titolare dell’esercizio che curava la spedizione della merce, si avvicinava agli uomini in divisa e porgeva con gestualità inequivocabile una banconota da 50 euro, invitandoli ad accettare denaro, il tutto accompagnato da un ghigno ed un occhiolino.

L’iniziativa, evidentemente tesa a convincere i militari operanti a non adempiere alle attività di constatazione delle irregolarità fiscali rilevate, trovava pronta risposta da parte delle fiamme gialle in servizio che immediatamente interrompevano la propria attività per accompagnare il soggetto in caserma e procedere alle rituali attività di foto-segnalamento e denuncia previste per la violazione dell’art. 322 del Codice Penale – Istigazione alla corruzione.

All’esito delle operazioni il soggetto è stato rilasciato, mentre la banconota offerta agli operanti è stata sottoposta a sequestro.

L’operato dei militari, oltre a rimarcare la solidità dell’etica professionale che muove il quotidiano impegno degli appartenenti al Corpo, pone in evidenza la necessità di garantire una capillare e pervasiva azione di monitoraggio e contrasto delle condotte illecite di natura economico-finanziaria, specialmente in seno ai distretti produttivi più sviluppati, affinché non divengano teatro di più ampie e generalizzate fenomenologie criminali.



Questo è un articolo pubblicato il 07-05-2024 alle 09:54 sul giornale del 08 maggio 2024 - 8 letture






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