Arrestati 2 imprenditori: sfruttavano 30 migranti

1' di lettura 10/02/2021 - Secondo le indagini l'azienda impiegava bengalesi e pakistani clandestini, circa 30 lavoratori (tra loro pure un afgano ed un cinese) che erano in condizioni di bisogno.

Due imprenditori cinesi agli arresti domiciliari e un terzo sottoposto a divieto di dimora, a Prato, dopo un'indagine durata oltre 10 mesi della polizia su una ditta di confezione di abiti dove veniva sfruttata la manodopera. "Lavoravano in condizioni disumane, ha sottolineato il procuratore di Prato Giuseppe Nicolosi, E' una situazione che fa emergere una umanità dolente". Secondo quanto accertato, nella ditta c'era un prestanome e due imprenditori che di fatto la dirigevano: sono questi due gli indagati finiti ai domiciliari in base a un'ordinanza del gip.

L'azienda, in zona Galciana, è stata posta sotto sequestro insieme a 100 macchinari. Gli operai lavoravano sette giorni su sette per 12-14 ore al giorno e alloggiavano in una casa-dormitorio fatiscente. Gli indagati sono accusati di sfruttamento lavorativo di immigrati clandestini. Gli operai hanno dovuto lavorare anche durante i periodi di lockdown senza interruzioni. Inoltre un sequestro preventivo di 250 mila euro è scattato verso la proprietà cinese per i mancati versamenti degli oneri previdenziali.






Questo è un articolo pubblicato il 10-02-2021 alle 00:02 sul giornale del 11 febbraio 2021 - 192 letture

In questo articolo si parla di cronaca, umbria, articolo, Danilo Bazzucchi

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